giovedì, gennaio 19, 2012

Triathlon

Esecuzione di un esperimento, di un gioco di prestigio: la prova.

Sdraiati, rilassati. Ora chiudi gli occhi. Ascolta la mia voce, leggera, limpida, senza esitazione, nell'esprimersi. Con molte pause. Lunghe. Altre più brevi, per l'appunto. Pause, diverse pause, intercorrono lungo il dettato. Il suggeritore, dietro le quinte, è un ventriloquo: dì "se stesso", grazie. Lo dica bene, per piacere. Questo è un esperimento serio. Alla fine, ci sentiremo tutti meglio.

Analisi del risultato, valutazione delle aspettative: l'esito.

E' pronto per tornare, Sir. Nel mondo dei vivi, s'intende. Si svegli dal torpore ma non fraintenda: l'appellativo è un intercalare, in questo caso. Non me ne voglia a male, se l'ho utilizzato. Suonava armonicamente cacofonico appellarla con quel titolo. Ma non se la prenda, se l'ho utilizzato senza riferirmi direttamente a lei. In fondo, tutto ciò che ho detto, finora, non è altro che una pausa fra mille attimi di questa vita. E nulla più.

Dirottamento verso Neverland, ammutinamento del Bounty: la fine.

Ecco. Ora lei è sveglio. Ha eseguito alla perfezione tutto ciò che l'esperimento ed il gioco di prestigio le richiedevano: ha superato la prova. Mi rammarico nell'esternare l'enorme disappunto che lei avrebbe potuto provare se solo avesse saputo che a destra avrebbe trovato la via. Ma, tutto sommato, lei sta ancora leggendo. Le DO 9. Titubanza nell'esposizione. E non mi guardi in quel modo. La prossima volta farà meglio, e meriterà il suo dieci. Esito: positivo. Complimenti.

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